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Aprilia. Dialetto veneto, anima internazionale

5 min per la lettura


Si è appena conclusa l’Eicma, una settimana in cui moto e case motociclistiche sono protagoniste assolute, e qui, tra tutte, noi vogliamo raccontarti una firma tutta Italiana.

Da costruttore di biciclette ai record in pista

Nata come piccola fabbrica di biciclette, l’Aprilia ha scoperto dagli anni Sessanta il fascino del motore e della velocità. Dal 2004 fa parte del Gruppo Piaggio: una dimensione che supera i confini italiani, eppure qui si parla ancora veneto.

Ogni weekend, in tutto il mondo, le moto Aprilia scendono in pista in circuiti internazionali e locali, tenendo alto l’onore del motociclismo italiano ed europeo, saziando il desiderio di corse dei bikers e facendo crescere giovani talenti destinati al debutto nelle competizioni.

 

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Fondata dal cavalier Alberto Beggio (scelse il nome Aprilia perché era rimasto affascinato dalla Lancia Aprilia, una vettura di media cilindrata molto bella e innovativa, lanciata sul mercato nel 1937 dal marchio torinese), agli inizi degli anni Settanta è il figlio Ivano (nella foto sopra) a tenere le redini dell’azienda, trasformando la piccola ditta artigianale in una realtà internazionale capace di cogliere successi commerciali e sportivi.



La produzione dei primi ciclomotori, come il John John, il Daniela, l’Amico e il Colibrì, alla fine degli anni Sessanta, servì per ottenere la liquidità necessaria ad avviare l’attività agonistica. Dai mezzi da gara, poi, derivarono le prime moto da regolarità, da vendere ai clienti. Appassionato di cross, il giovane Ivano sognava di diventare campione del mondo di questa specialità e riuscì a far crescere la piccola azienda di famiglia molto in fretta. I propulsori da regolarità, in seguito, sarebbero stati utilizzati per equipaggiare le sofisticate sportive stradali della casa di Noale.

A questo punto, la scalata dell’Aprilia nel cross è inarrestabile (con Ivan Alborghetti e Corrado Maddii). Ma Ivano Beggio era consapevole che, solamente attraverso la produzione di moto stradali e, soprattutto, la partecipazione al Motomondiale, la sua azienda avrebbe fatto il grande salto. Il debutto è il 23 marzo 1985 a Kyalami, in Sudafrica, Loris Reggiani finisce 12°. Con il prosieguo del campionato la moto si rivela veramente buona, tanto che Reggiani conquista il primo podio (terzo posto) a Rijeka e si ripete a Imola.

Per la prima vittoria bisogna aspettare il 30 agosto 1987 a Misano, quando Reggiani porta la sua AF1 250 al primo successo in un GP. Partono da qui 54 mondiali.

Eicma 2019: spicca l’Aprilia RS 660

Era una delle moto più attese qui al salone delle due ruote di Rho Fiera Milano: l’Aprilia RS 660. Una moto che segna anche l’inizio di una nuova era per la Casa di Noale: intorno a una base tecnica completamente rivoluzionata, definita dal bicilindrico parallelo 660, nasce una generazione di moto leggere e performanti, dal design ricercato. È il ritorno alle medie cilindrate, supportate dall’elettronica e dalla tecnologia del reparto corse di Aprilia Racing, per riscoprire il piacere nella guida di tutti i giorni.

 

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La prima nata di questa nuova generazione è, appunto, l’Aprilia RS 660, che introduce un concetto differente di sportività: contenuti tecnici premium e prestazioni elevate, ma non esasperate. Insomma, una moto sportiva adatta a tutti i motociclisti, che non necessita di particolari doti di esperienza e capacità. La ricetta alla base del progetto è racchiusa nell’ottimo rapporto peso/potenza: 169 kg per 100 CV rappresentano l’equazione perfetta del divertimento su strada. Anche tecnicamente, la RS 660 è una proposta unica nel suo genere: nuovo telaio e forcellone in alluminio leggero, nuovo motore bicilindrico parallelo dalle grandi prestazioni accessibili a tutti.

 

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Le corse nel dna

La velocità e le corse fanno parte del dna di questo marchio. Con 294 Gran Premi conquistati nel Motomondiale, Aprilia detiene il record di vittorie tra i costruttori europei nella storia della massima competizione motociclistica. Nel mondiale SBK, 41 vittorie e 89 podi. In totale, sono ben 54 i titoli mondiali all’albo: 38 nel Motomondiale (20 nella 125 e 18 nella 250), 7 in Superbike (doppietta Piloti e Costruttori nel 2010, 2012 e 2014, Costruttori nel 2013) e 9 nelle discipline Off-Road (7 nelle Supermoto e 2 nel Trial).


Una sfida che è partita dalla silenziosa provincia veneta, tra capannoni industriali e villette basse con giardino. La casa dell’Aprilia è a Noale, trenta km da Venezia. Ad accogliere chi arriva da queste parti, una lunga e colorata fila di moto che sono già nella storia. Sono quelle su cui hanno trionfato tutti i più forti piloti italiani delle ultime generazioni e anche qualche straniero. Da Valentino Rossi a Max Biaggi, da Loris Capirossi a Jorge Lorenzo. C’è anche la n.58 bianca con cui ha corso Marco Simoncelli.

Che i motori dell’Aprilia non sono solo da corsa, lo abbiamo detto, ma ve lo ricordate lo spot dello Scooter Aprilia SR degli anni 90, proprio con Valentino Rossi? In ogni caso, concedetevi un altro tuffo nel passato.

Foto d’apertura di Laif.

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