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Bud Spencer e Terence Hill

4 min per la lettura


Grandi abbuffate, sguardi complici, amicizia vera e cazzotti “finti”: è questa la storia di una coppia simbolo della TV: quella composta dai mitici Bud Spencer e Terence Hill.

Con le loro esagerazioni, il western un po’ comico, la genuinità ma anche semplicemente con i loro sguardi di intesa, Bud Spencer e Terence Hill rappresentano una delle coppie-icone della tv, tra quelle che più ci hanno fatto ridere e divertire. Dai bambini agli adulti, alle loro “azzuffate” e cazzotti non ci ha mai creduto nessuno ma al loro talento, beh, a quello sì.


Nel 1959 partecipano entrambi al film Annibale ma il loro primo incontro risale a ben otto anni dopo, su set di Dio perdona… io no! di Giuseppe Colizzi. E anche questo incontro rischiava di saltare: in quell’occasione, infatti, Terence fu chiamato per sostituire Peter Martell infortunato dopo un litigio con la fidanzata.

Carlo Pedersoli e Mario Girotti ― sì, sono questi i nomi di battesimo rispettivi di Bud e Terence ― si trovarono subito in sintonia e scoprirono presto che la loro coppia funzionava davvero.

E il primo a rendersene conto fu proprio il regista Colizzi che, dopo le riprese, andò in giro per l’Italia per vedere con i suoi occhi l’impatto del film sul pubblico.

“Colizzi ― racconta Terence Hill ― notò che quando Bud e io eravamo vicini la gente si divertiva di più. Ci rimise in coppia nei Quattro dell’Ave Maria, dove cercavamo di recuperare il denaro rubatoci da Eli Wallach. Poi Enzo Barboni fece ‘Trinità’, e Bud e io trovammo l’amalgama perfetto”.

Il film che ha lanciato la coppia di attori ma anche un nuovo genere, quello ironicamente detto “fagioli western”, è stato Lo chiamavano Trinità. La storia è quella di un pistolero pigro e indolente che arriva in un villaggio dove incontra, a sorpresa, suo fratello, nelle insolite vesti di uno sceriffo che, poi, si rivela un ladro di bestiame.

“È stato il film italiano più visto di sempre al cinema, non per incassi ma proprio per numero di persone presenti in sala dal momento della sua uscita ― dicembre 1970 ― fino al 1986”.

Ed è facile immaginarne il motivo: era un film diverso dagli altri, un genere inedito, una commedia western, molto leggera. Quella che forse si può considerare la scena ― manifesto del film è quella in cui ‘Trinità’, Terence Hill, si abbuffa di fagioli, tanti fagioli, da una padella. Terence ― ricordando le riprese del film ― ha raccontato:

“Prima di girare le scene in cui mangiavo i fagioli, non mangiavo niente per tutte le ventiquattro ore antecedenti. Lo stratagemma funzionò e alla fine la scena fu così realistica che il regista decise di girarla una volta sola”.

Grazie a questo film e a tutti quelli che seguirono Bud e Terence trovarono la loro dimensione e la loro collocazione precisa nel panorama del cinema e della televisione italiana. Erano entrambi molto consapevoli del messaggio che volevano lanciare e della direzione che volevano seguire tanto che, senza nessun rimpianto, hanno rinunciato a ruoli di rilievo. Un esempio?

Spencer ha preferito dire “no” alla parte di Trimalcione in Fellini Satyricon poiché il ruolo richiedeva nudità, mentre Hill avrebbe potuto essere il nostro ‘Rambo’ ed essere il protagonista di una saga cinematografica di grande successo ma fu scoraggiato dall’eccessiva violenza del film.

“Fellini ― ha confessato Bud ― mi interpellò ai tempi di Satyricon, per fare Trimalcione. Ma mi avvertì che dovevo stare sdraiato col sedere nudo e farmelo morsicare. A Federì, ma mi ci vedi a me? Rifiutai”.

Negli anni, i due hanno guadagnato l’affetto del pubblico e la stima dei colleghi e registi che hanno dichiarato come, a volte, quelle risate sincere e quei cazzotti finti facciano bene al cuore:

“Ho scelto Bud Spencer per il mio film ― ha spiegato Ermanno Olmi ― perché è un ottimo attore ma anche perché tempo fa, quando ero ricoverato in clinica, i suoi film in tv m’hanno fatto così compagnia che oggi considero Carlo un vecchio e fidato amico”.

Non solo “fagioli e cazzotti” però. I due attori hanno coltivato, negli anni, anche altre passioni come il nuoto, ad esempio: Terence fu “scoperto” in una gara con Dino Risi mentre pare che Bud Spencer fosse un vero campione, il primo italiano a scendere sotto il minuto nei cento metri di stile libero. E non è tutto: Spencer, ha anche un brevetto da pilota e ha fondato una linea aerea.

“In un film doveva eseguire delle semplici rullate con l’aereo in pista ma un giorno si spinse oltre e decollò. Da lì al brevetto da pilota il passo fu breve e in un film dell’85 si mise davvero alla guida di un elicottero”.

La coppia è stata protagonista di film dal successo innegabile e ha vissuto una fortunatissima carriera. Certo, le cose poi cambiarono, i due, negli anni, presero strade diverse vestendo abiti differenti dalla camicia a quadri e la canotta sporca di fagioli.


Nonostante questo e nonostante la perdita, nel 2016, dell’omone dal sorriso simpatico, Bud, i due saranno sempre ricordati come una coppia unica nel suo genere che ci ha regalato momenti spensierati, divertenti e pura ironia.

“Lo spassoso ‘coro dei pompieri’ nel film Altrimenti ci arrabbiamo e la scena in Io sto con gli ippopotami, in cui Terence mischia caviale, burro e champagne in un intruglio e lo beve sul serio!”


Tanti anni insieme al lavoro ma anche nella vita: oltre alla carriera, i due hanno condiviso l’amicizia, quella vera, che non si cura degli anni che passano. Straziato dalla morte di Bud, Terence Hill, ai giornalisti ha dichiarato:

“Con Bud c’era la gioia e so già che quando ci incontreremo ancora le prime parole che mi dirà saranno: ‘noi non abbiamo mai litigato!’”

Foto originali delle pellicole di TMDB/LongTake

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