Il maestro Gigi Proietti

Author Federica Mappa contributor
Amount of Images 3 Immagini
Calendar 04/03/2019
Time passed Tempo di lettura 3 min

Classe 1940, il sorriso stampato in viso, un simpatico accento romano e una personalità esplosiva. È il profilo del grande Gigi Proietti. Grande affabulatore e trasformista, diventa subito un talentuoso mattatore e oggi è considerato uno dei massimi esponenti del teatro italiano.

“Mi diverto e mi pagano pure. È una pacchia”.

Partito dagli studi di giurisprudenza, l’attore romano ha cominciato lavorando come cantante nei locali per pagarsi gli studi universitari e, quasi in maniera randomica, decise di iscriversi a un corso di teatro all’università La Sapienza di Roma. E lì scoprì questa fantastica arte che sarebbe poi diventata il suo lavoro e la sua vita.

Amatissimo dagli italiani, oggi Proietti è una figura poliedrica: attore, doppiatore, comico, cantante e conduttore televisivo.

“Arrivato quasi per caso sul palco, lo stesso su cui ancora oggi sputa tre volte come gesto scaramantico, Gigi Proietti si muove tra le sue grandi passioni come teatro, musica e televisione”.

Protagonista di veri e propri film cult come Febbre da cavallo, Proietti ha lavorato con Tinto Brass nel periodo in cui era un regista drammatico, e nel teatro è da sempre alla ricerca della perfezione. Un grande capolavoro che rappresenta il suo estro è sicuramente A me gli occhi, please.

A Million Steps

Passando alla TV, chi non ha mai sentito Il maresciallo Rocca o la fiction La pallottola nel cuore? E non dimentichiamo le sue battute di spirito nello spot del caffè Kimbo.

Dalla pubblicità agli show, dai film alle fiction, dal teatro ai programmi tv, Gigi Proietti non si è fatto mancare niente ed è sempre stato presente nelle nostre case in ruoli differenti, restando però, lo stesso “amicone”, una sorta di vicino di casa che ci viene a fare visita e ci rallegra la giornata.

“È riuscito, infatti, a recitare in tante vesti, dall’avanguardia allo spettacolo più o meno popolare perché per lui la cultura non è né alta né bassa”.

Tra i suoi ultimi film, poi, c’è Il premio del 2017, dove recita nel suo modo inconfondibile con la splendida compagnia di Alessandro Gassman con cui ha raccontano di essersi divertito molto.

“La musica rappresenta una delle sue passioni: infatti, sa suonare diversi strumenti musicali e possiede un contrabbasso, lo stesso con cui ha iniziato a esibirsi nei locali di Roma”.

E il look? Molto rispettoso del pubblico, l’attore romano ama esibirsi con pantaloni scuri eleganti e camicia e, negli ultimi anni mostra fiero la sua chioma bianca:

“Ho una vera e propria passione per le camicie bianche. Sul palco, insieme con il pantalone nero, sono parte della mia divisa dai tempi di ‘A me gli occhi, please’. A casa, però, ho anche qualche camicia celeste”.

A Million Steps

Una lunga carriera ma anche il suo grande amore per le figlie, Susanna e Carlotta ― che hanno seguito le sue orme – e per la compagna di una vita, Sagitta Alter, che incontra negli anni Sessanta, quando comincia ad organizzare le prime serate nei locali romani.

“Lei era la classica svedese innamorata dell’Italia. Faceva la hostess e la sera accompagnava i turisti a sentire la musica. Tra noi scattò la scintilla ballando l’alligalli”.

E a chi gli chiede perché con due figlie e una lunga storia d’amore non sia mai convolato a nozze con Sagitta risponde ironicamente:

“Abbiamo deciso di non farlo, all’inizio per ragioni ideologiche, non credevamo nell’istituzione del matrimonio, poi perché ci sembrava superfluo. Noi siamo antichi concubini”.

A Million Steps

E Roma? Per Gigi Proietti, la capitale rappresenta non solo il suo debutto e la sua casa ma anche la sua squadra del cuore, l’orgoglio delle sue radici e un’immensa fonte d’ispirazione.

“Di Roma voglio suggerire due curiosità, perfette da immortalare in una foto: il buco della serratura del cancello del Priorato dei Cavalieri di Malta, da dove si può scoprire la più suggestiva vista di San Pietro. E poi, sempre a San Pietro, il punto della piazza dove le colonne sembrano allinearsi in un’unica fila”.

Nato in una traversa di via Giulia, una strada bellissima – un tempo era il corso papale ― si trasferisce negli anni in periferia, al Tufello, in una casa popolare dove vive un nuovo spaccato della città. Tra i posti dei suoi ricordi, compare anche il Tevere con i suoi barconi affollati.

“A Roma devo tutto – dice l’artista – vale la pena averla come amante. Le devo quello che sono, il senso dell’umorismo, il non prendermi mai troppo sul serio”.

Foto d’apertura e nel testo di Meloni/RCS/Contrasto e altre foto nel testo di TMDB/LongTake
redits

Uno di famiglia Uno di famiglia Uno di famiglia

Uno di famiglia

Non perderti nemmeno una storia, come fossi sempre qui.

Ben fatto!


Ci vediamo nella tua inbox, con qualche storia italiana da scoprire.
A piccoli passi.

Already signed!


This email address is already added to subscription.

Cliccando accetti l'informativa sulla privacy per il trattamento dei dati. Promettiamo: questa è la cosa più noiosa che ti faremo leggere.