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In TV con Lorenzo “Renzo” Arbore

3 min per la lettura


Conduttore poliedrico, direttore di film e grande appassionato di musica: stiamo parlando di Renzo Arbore. Nome di battesimo Lorenzo Giovanni, originario di Foggia, Renzo ha scritto pagine importanti della televisione italiana. Nella sua lunga e fortunata carriera, ha collaborato con tantissimi grandi artisti, è cresciuto personalmente e professionalmente all’interno degli studi televisivi e questa crescita si è affiancata all’evoluzione della TV stessa, dei suoi format, dei suoi linguaggi e dei suoi protagonisti.

“Fantastico disc jockey, sceneggiatore e compositore, appassionato di clarinetto e amante del jazz: la personalità di Renzo Arbore è così variegata e sfaccettata da risultare adatta a tanti ruoli diversi, pur mantenendo la sua unicità”.

È solo 1964 quando entra in RAI, quella che sarebbe diventata la sua seconda casa, e trova subito una grande sintonia personale e professionale con Gianni Boncompagni, con cui realizza trasmissioni radiofoniche storiche come ‘Alto gradimento’, ‘Per voi giovani’ e ‘Bandiera Gialla’. È lì che si comincia a far sentire la sua voce.

E la TV? Capace di declinare idee e progetti azzeccati per diversi media, all’interno del piccolo schermo Renzo Arbore parte deciso con L’altra domenica, tra il 1976 e il 1979, mettendosi in diretta concorrenza con un altro big dello spettacolo, Corrado, che dominava con la sua ‘Domenica In’.

Renzo Arbore, negli anni, ha deciso di alzare sempre di più l’asticella arrivando a condurre trasmissioni televisive inizialmente sperimentali, poi diventate veri e propri cult, capaci di scatenare grandi tormentoni.

Qualche nome? Quelli della notte, Rai 2, 1985: un incontro surreale e coinvolgente tra personaggi comici e intellettuali. Il tutto mentre il padrone di casa si divertiva e facendo divertire il pubblico, in studio e da casa.

La sua capacità di creare in maniera spontanea un’atmosfera famigliare e subito confortevole rende Renzo Arbore “uno di casa”, che quando ti siedi sul divano, la sera, non ti fa domande ma ti accoglie con qualche battuta leggera e mai fuori luogo, qualcuno che ti conosce e sa come farti sorridere, con poco.

Dai programmi radiofonici e dall’amore per la musica, nel 1991, è nata l’Orchestra italiana, un gruppo musicale da lui capitanato con lo scopo di rilanciare la musica napoletana nel mondo, riproponendola in modo innovativo e contaminandola con influenze di diverse culture e differenti generi.

‘Indietro tutta’ è il nome di un’altra trasmissione di enorme successo che stigmatizzava l’invadenza della televisione di tipo più commerciale, ridicolizzandone usi e costumi. Sempre con garbo e sana ironia.

A dimostrazione della leggerezza del programma erano le vivaci e super-colorate ballerine brasiliane del Cacao Meravigliao che rappresentavano un surreale sponsor e le Ragazze Coccodè, un ilare corpo di ballo che si poneva in simpatico contrasto con le prime.


L’ironia e l’allegria che Arbore porta in TV è così apprezzata che, nel 1986, il cantautore partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Il clarinetto e si piazza al secondo posto.

Gli occhiali scuri, la carnagione scura e l’attitudine da uomo di mondo potrebbero far pensare ad Arbore come ad una star americana ma, a fugare ogni dubbio, ci pensa l’accento pugliese e il carattere aperto e socievole di un artista a cui basta una sedia per fare salotto.

Tutta l’energia e la musica di Renzo sono state protagoniste anche delle due serate evento dello scorso dicembre, Guarda… Stupisci che il pubblico è stato felice di ritrovare sullo schermo e nelle loro case. Il motivo è semplice: Renzo Arbore mette di buon umore.

Si tratta di un format nuovo. Con il mio storico co-autore Ugo Porcelli, e insieme a Nino Frassica e Andrea Delogu, abbiamo scelto di trattare la canzone umoristica attraverso una formula diversa, anomala, anche se poggia sui tre elementi per me consueti e più congeniali: musica, amici, improvvisazione.

“Il tutto con un solo ma preciso scopo: muovere al sorriso”.

E la vita privata? Pur dichiarandosi scapolo convinto, Renzo Arbore ha avuto nella sua vita delle storie importanti, una su tutte quella con Mariangela Melato, che dopo tanti anni di relazione, interrotta e poi ricucita, ha perso nel 2013. Oltre a mille sorrisi, l’artista ogni tanto fa scorgere momenti malinconici:

“lo ammetto, mi dispiace non poter condividere la mia casa con qualcuno. Una famiglia con Mariangela è la vera storia mancata della mia vita”.

Foto d’apertura e nel testo di Donatello Brogioni/Contrasto e altra foto nel testo di Lorenzo Pesce/Contrasto

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