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L’Italia come scenario ideale del cinema

4 min per la lettura


L’Italia, con il suo paesaggio eterogeneo e suggestivo, quasi fiabesco, ha sempre ispirato i versi più sensibili di illustri poeti come Petrarca, che già nel XIV secolo concludeva così il suo ‘O d’ardente vertute ornata et calda’:

“Poi che portar nol posso in tutte et quattro
parti del mondo, udrallo il bel paese
ch’Appennin parte, e ‘l mar circonda et l’Alpe”.

In questo sonetto tratto dal ‘Canzoniere’ il poeta aretino recupera la dittologia dantesca “bel paese” per descrivere la morfologia paesaggistica della penisola. Oggigiorno l’espressione poetica è usata anche in riferimento alla storia e alla cultura d’Italia per indicarne la sinuosa combinazione di località di mare, lago e montagna con le bellezze architettoniche offerte dalle città storiche.

Oltre alla prosa, va da sé che l’eleganza del Paese stimoli la Settima Arte, regalando set ideali per produzioni cinematografiche nazionali e internazionali di qualsiasi genere ed epoca storica.

Negli anni ’50, per esempio, il boom economico rilancia Cinecittà e i teatri di via Tuscolana dove il genere Peplum celebra l’Impero Romano attraverso film che raccontano la storia dei gladiatori e ricostruiscono edifici storici come il Colosseo e il Foro Romano.


Nel 1953, invece, William Wyler dirige Vacanze Romane, una storia contemporanea che ritrae una Roma romantica dove è ambientata l’indimenticabile storia d’amore tra Joe Bradley (Gregory Peck) e la principessa Anna (Audrey Hepburn). Roma è protagonista e incanta l’attrice britannica a tal punto che in un’intervista rivelerà che

“Ogni città nel suo genere è indimenticabile, tuttavia se mi chiedete quale preferisco direi Roma, sì Roma senz’altro”.

L’intervento di Suso Cecchi d’Amico e di Ennio Flaiano vale l’Oscar come miglior sceneggiatura al film grazie a dettagli che lo impreziosiscono. I due innamorati infatti percorrono i luoghi più suggestivi della città in scooter Vespa; dal Foro Romano verso il Colosseo, costeggiando il Circo Massimo lungo il Tevere fino a Piazza Venezia e poi ancora la Fontana di Trevi, monumento simbolo di Roma dove Fellini, ne La Dolce Vita del 1960 con Marcello Mastroianni (in copertina), girerà una delle più rappresentative scene d’amore del cinema italiano.

Il film, che fu tanto apprezzato in America, non convinse il pubblico italiano che non sembra amare l’Italia da cartolina, talvolta scontata e ripetitiva, rappresentata dai registi stranieri.

Quarant’anni dopo la love story di Wyler, questa volta è un regista nostrano, Nanni Moretti, che sempre in sella a una Vespa offre con il suo Caro Diario una poetica, scenografica, ma meno turistica panoramica delle strade di Roma. l regista italiano esplora infatti zone meno popolari:

“Dalle ville in stile hollywoodiano del quartiere residenziale di Casal Palocco fino all’Idroscalo di Ostia dove, nel 1975, venne ucciso Pier Paolo Pasolini, altra figura simbolo della cultura italiana”.

A bordo dell’Aurelia Sport di Bruno (Vittorio Gassman) ne Il Sorpasso, Dino Risi ci guida fuori dal Lazio lungo una costa tirrenica più intima e familiare, tra le spiagge affollate e le trattorie di paese. Arrivati in Toscana, il patrimonio artistico e architettonico di Firenze si combina in un quadro abilmente dipinto dal cinema classico di matrice letteraria di Franco Zeffirelli, al quale si affianca, però, un inflazionato sguardo di numerosi registi stranieri.


Nel 1985, gli innamorati di Camera con vista di James Ivory regalano un magico sguardo sulle principali attrazioni della città. Nel 2001, invece, il complesso di statue davanti a Piazza della Signoria si tramuta in un macabro scenario nel film diretto da Ridley Scott, ‘Hannibal’, dove il cannibale psichiatra interpretato da Hopkins appende le sue vittime.

Nel 2016 Ron Howard dirige Inferno, tratto dall’omonimo best seller di Dan Brown, e ci mostra i Giardini di Boboli e la Galleria degli Uffizi che conduce i protagonisti davanti a “La Battaglia di Marciano” del Vasari, conservata nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio.

Spostandoci verso nord, le pittoresche ville lungo “Quel ramo del lago di Como”, così efficacemente descritto da Manzoni nell’incipit dei Promessi Sposi, hanno ospitato parte della produzione di ‘Star Wars Episodio II – L’attacco dei cloni’.

George Lucas rimase particolarmente affascinato da villa Balbianello e dai suoi giardini scenografici, dove infatti ambientò alcune sequenze che mostrano l’idillio di Anakin Skywalker (Hayden Christensen) e Padmé Amidala (Natalie Portman).

Anche George Clooney rimase così sorpreso dalla poeticità degli scorci lacustri che nel 2002, in seguito alle riprese del film ‘Ocean Twelve’ diretto da Steven Soderbergh, acquistò Villa Oleandra dove trascorre le sue estati.

A far da cornice al Belpaese ci sono le Alpi che maestose vegliano sulla penisola e regalano paesaggi mozzafiato. Luis Trenker spicca tra le personalità italiane che meglio hanno rappresentato l’essenza delle montagne altoatesine.

“Alpinista, scrittore, attore e regista, Trenker ha realizzato oltre venti film che ritraggono le vette del territorio, da lui tanto amate ed esplorate in prima persona”.

Alla sincerità delle opere di Trenker segue, nel 1967, il film del regista polacco Roman Polanski Per favore, non mordermi sul collo!, ambientato sull’altopiano dell’Alpe di Siusi le cui cime innevate ricreavano perfettamente l’atmosfera vampiresca della Transilvania ricercata dal regista.

Da sempre i paesaggi e la storia d’Italia hanno attirato il gusto estetico dei più raffinati registi di tutto il mondo, che hanno saputo valorizzarne gli scenari sfruttandoli come location per i loro film. L’intensa produzione cinematografica offre un’Italia a tutto tondo per qualsiasi tipo di pubblico e contribuisce dunque ad attrarre amanti della natura, dell’arte e anche del cinema.

Foto in copertina di Courtesy Everett Collection/Contrasto, foto di Archivio GBB/Contrasto e video da YouTube

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