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Lo stile del giornalista sportivo

4 min per la lettura


”In onda tra 5, 4, 3, 2, 1…” La luce rossa si accende, davanti ai teleschermi appare il conduttore pronto per il notiziario delle 20. È la prima serata, dopo i titoli di rito si comincia. Il giornalista sportivo entra nelle case degli italiani ogni giorno e ci resta per diverse ore, dalla mattina alla sera.

Moltissimi spettatori italiani seguono ormai con sempre maggiore frequenza gli all-news sportivi ― i notiziari che vanno 24 ore su 24 con edizioni ogni 30 minuti ―, con la conseguenza che l’outfit sfoggiato da conduttori, inviati e bordocampisti fa scuola (e moda).

“Il giornalismo sportivo ha una funzione sociale importante. Ogni italiano è potenzialmente un analfabeta di ritorno e se è lo sport a indurlo a leggere, evviva lo sport e il giornalismo sportivo”, come avevamo scritto di Gianni Brera.

Dopo aver parlato dello stile dell’avvocato, il dress code di chi di mestiere racconta i fatti in televisione è cambiato parecchio negli ultimi decenni: da uno stile fin troppo classico al tocco dandy il percorso è breve. Ma non mancano le redazioni che hanno letteralmente imposto nuove regole sull’abbigliamento dei giornalisti.

Come qualche anno fa accadde a Rai3, grazie all’ordine di servizio dato dalla direttrice Daria Bignardi, intenzionata a eliminare dalla televisione di stato scollature troppo ampie e accessori fuori luogo.

Ecco allora che l’abbigliamento dei giornalisti sportivi appare formale ma moderno: se si è in conduzione l’abito è d’obbligo, diverso il discorso per gli inviati. Questi ultimi, infatti, devono inevitabilmente fare i conti con gli agenti atmosferici e le intemperie climatiche.

Basta poco, comunque, per ottenere un aspetto gradevole in onda, evitando che il telespettatore possa cambiare canale, disapprovando peraltro il vostro stile.

“Il conduttore deve chiaramente indossare un completo blu o grigio scuro, naturalmente con cravatta (senza colori sgargianti che in tv potrebbero essere enfatizzati dalle luci dello studio: va in onda la sobrietà, ricordatelo). Da evitare il marrone, colore quasi mai televisivo”.

Occhio anche al bavero della giacca: la tradizione milanese lo preferisce più consistente, imbottito con una tela fatta di crine di cavallo e peli di cammello; quella napoletana lo predilige leggero, con una manciata di grammi di tela all’interno o addirittura solo con un po’ di cotone.

Si tratta, comunque, di un dettaglio davvero capace di infondere personalità a un capo a seconda della sua fattura.

Rever classico (detto anche dentellato), Rever a lancia (punta), Rever a scialle: potrete optare tra diverse tipologie di bavero che, a seconda della scelta, esalteranno uno stile e un carattere ognuno adatto alla giusta occasione (collegamento, talk show in studio, rassegna stampa, conferenza stampa).

Un bavero ampio vestiva il mitico Gianni Brera, amante del principe di Galles e dei gessati.

“La camicia deve essere bianca o al massimo celeste, a tinta unita. Sì al gilet o al cardigan sotto il blazer, con l’ultimo bottone rigorosamente aperto. Per intenderci, ‘alla Pardo’ (in apertura all’articolo)”.

Gli inviati o bordocampisti devono indubbiamente ripararsi dal freddo, ecco perché per loro un piumino o un parka diventa indispensabile. Niente colori accesi, anche in questo caso: optate sempre per il blu, grigio o nero.

Se siete inviati all’interno di un palazzetto non dimenticate che sarete al riparo dal freddo: pertanto, durante il live, mostrate un completo o al massimo uno spezzato.

“Preferibilmente niente sciarpone in vista: non siete ultrà pronti per entrare in curva allo stadio. Mantenete la cravatta bene in vista, quantomeno fino alla fine del collegamento”.

E andiamo ai pantaloni: vi consigliamo la linea washed wool, nuova frontiera della lana, in grado di darvi uno stile retrò e interessante.

No alle le fantasie a quadri: sebbene il check style (lo stile a scacchi) sia ormai in vetta nelle classifiche di stile anche per la stagione fredda ormai alle porte, in televisione potrebbe essere poco gradito e fastidioso alla vista. Lasciatelo per gli appuntamenti fuori dall’orario di lavoro.

Ricordatevi anche che il vostro look dipende dalla fascia oraria in cui andate in onda: non confondete il giorno con la notte, l’informazione con lo spettacolo, l’equilibrio con la confusione. Ne va della vostra professionalità e dell’immagine della vostra redazione.

“Non ho potuto sempre dire tutto quello che volevo, ma non ho mai scritto quello che non pensavo”, disse Indro Montanelli.

A proposito di redazione: se non andate in onda, ricordatevi comunque di mantenere un certo decoro ed eleganza: niente jeans strappati o t-shirt da aperitivo. Maglioncino e camicia button down bene in inverno, in estate una polo o una camicia di cotone. Niente lino, non vi trovate in un lido o in barca.

“Chiusura dedicata alla scarpa: bocciate le sneakers sul vestito, questa opzione lasciatela ai calciatori. Sì al polacchino e ai mocassini, magari con una bella calza in vista. Non troppo colorata, s’intende”.

Insomma, siete liberi di personalizzare il vostro outfit per la diretta televisiva ma ricordatevi sempre di mantenere il buon gusto e di non esagerare con il vostro estro. Accortezza ed eleganza: due fattori per non sbagliare mai.

Foto in apertura con Pierluigi Pardo di Augusto Casasoli/A3/Contrasto, link a Gianni Brera dal nostro profilo Instagram @amillionstepsmag e foto nel testo con Alessandro Mamoli mentre intervista Gallinari di Stefano G. Pavesi/Contrasto

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