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Mister Stranamore

3 min per la lettura


Il baffo biondo, abbinato al garbo e alla discrezione, ha reso Alberto Castagna un conduttore immediatamente riconoscibile, un po’ diverso dal canonico showman. “Il presentatore col cappello di lana” ― così veniva spesso chiamato ― è venuto a mancare quattordici anni fa ma il suo ricordo è talmente vivo che appena diciamo Stranamore, qualcuno annuisce sorridendo.

Conduttore, e ancora prima giornalista, le origini di Alberto sono quelle campane. Esordisce in televisione nel 1982 come giornalista del TG2. A scoprire le potenzialità di intrattenitore del cronista con gli occhi azzurri è stato Pippo Baudo che, nell’88, gli affida i collegamenti esterni di Serata d’onore, il varietà che dopo una fase difficile, segna il ritorno sulla grande ribalta per Pippo e sicuramente un esordio importante per il nuovo “Alberto conduttore”.

Nello stesso anno completa il passaggio dal TG alla conduzione e lavora anche a Mattina 2 dando il via al sodalizio con Michele Guardi.

Dopo un paio di anni, lo stesso Guardi promuove Castagna a conduttore dei Fatti Vostri per dare il cambio a Fabrizio Frizzi: il conduttore col berretto di lana coglie al volo l’occasione imponendo il suo stile familiare e ammiccante. Quando ha cominciato a lavorare in Mediaset ha dichiarato:

“Sono un povero col metabolismo da ricco”.

Ma l’apice del successo arriva con Stranamore, la trasmissione dagli ascolti record che inaugurò dal ’94 un nuovo format tv, adattato da uno olandese, identificato come “Il varietà dei cuori infranti”. Alberto portò, così, in Italia qualcosa che prima non esisteva.

“Forse Mister Stranamore non era esattamente la sua aspirazione eppure oggi se ci chiedono del primo programma che ha creato ― o almeno ci ha provato ― le coppie in TV e del cupido che scoccava le frecce ci viene in mente un solo nome: il suo”.

Cosa succedeva nel programma? Castagna girava l’Italia in camper ― quello famoso con la scritta nera e il cuore rosso ― in cerca di storie e gestiva con maestria e delicatezza il thrill delle porte che si aprivano per vedere se il partner deluso era pronto a far pace. Sui giornali le polemiche furono roventi ma il pubblico lo adorava.

Dal mago Christian che ha chiesto l’intervento di Stranamore per ‘prevedere’ la reazione dell’amata, alla ‘febbre del sabato sera’ che stava distruggendo la relazione tra Roberta e Andrea, dai fidanzati abbandonati ai mariti fedifraghi alle prese con le mogli irrimediabilmente offese fino alle gelosie eccessive tra i partner.

“Qualche storia sui generis? Mario è di Bari, Giusy di Lipari, si scambiano più telefonate al giorno. All’arrivo della bolletta telefonica milionaria, i genitori dicono ‘stop’ alle chiamate e alla loro storia”.

E non mancavano gli annunci, quelli particolari; Filippo cercava una compagna amante della disco-music e Jole, invece, ”uomini forti, del torace possente” e si ritrova in trasmissione trenta culturisti.

Tra i temi più frequenti, oltre alla gelosia, c’erano le prime cotte tra colleghi e la frustrazione di una relazione a lontananza. Tra i vip, poi, Mister Stranamore ha ospitato anche Albano e l’ex compagna, Loredana Lecciso.

Nell’aprile del 2001, dopo una lunga pausa, Castegna torna in tv sempre con Stranamore e la prima puntata registra ancora un record: 10 milioni di spettatori che non vedevano l’ora di ritrovare il simpatico baffo sorridente sul piccolo schermo e il 40% di share.

E la sua vita privata? Castagna è sempre sfuggito ai flash dei paparazzi che, però, sono riusciti a immortalarlo in teneri momenti con la bella attrice Francesca Rettondini. La compagna che gli è stato accanto per tanti anni, soprattutto durante la malattia, e con cui ha vissuto una storia d’amore lunga e travagliata, lo ricorda così:

“Alberto ti faceva sentire a casa, non era il presentatore canonico e istituzionale. Molto ironico e mai fuori luogo, tanto garbo e tanta umanità. È stato un maestro per molti artisti”.

AI funerali 400 persone presenti in chiesa e altrettanti fuori ad attenderlo perché il suo pubblico affezionato ci teneva a salutarlo come avrebbe fatto lui, con discrezione e rispetto.

“Alberto percepiva l’amore del suo pubblico e lo restituiva appieno. Era una persona che ti entrava nel cuore senza che te ne accorgessi”.

Su alcuni aspetti del suo carattere, come la sua educazione, il coraggio misto all’ottimismo e la personalità pacata, sembrano essere tutti d’accordo. Lo raccontano Pippo Baudo ― grande amico e collega ― ma anche Francesco Alberoni:

“Di Castagna ricordo il suo stile inconfondibile, fatto di personalità e di educazione, con quel giusto rispetto per il pubblico appreso nei tanti anni di attività come giornalista alla Rai”.

Foto d’apertura di Augusto Casasoli/A3/Contrasto e foto nel testo di Paolo Tre/A3/Contrasto e di Romano Gentile/A3/Contrasto

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